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SARDEGNA & SURF
OROSEI
Marina
di Orosei è il litorale più ampio di tutta la costa orientale sarda. E’ caratterizzato da un arenile largo e
continuo lungo sei chilometri, geograficamente collocato nel Golfo di Orosei
che inizia nord e prosegue sino a meridione, avendo come suo limite la Punta
Nera di Osalla.
Le
spiagge. Proprio conùnciando da
qui, troviamo la spiaggetta di Osalla, incastonata tra due promontori,
su uno dei quali svettano i resti di un nuraghe, il nuraghe monotorre di Gulunie. Il fondale è digradante con leggero
declivio, alimentato in inverno dal Rio Osalla. Dopo un breve promontorio basaltico c'è la grande spiaggia di
Avalè, che prosegue sino alla foce del Cedrino, in questo suo
tragitto assume i nomi di Su Barone, Sa Marina e Santa Maria. All'inizio di Avalè c'è una bocca
a mare che ciclicamente viene aperta per alimentare d'acqua lo stagno
retrodunale di Su Petrosu, una lunga sequenza di zone palustri che
costeggia quasi ininterrottamente le dune della Marina di Orosei. La spiaggia di Santa Maria è piuttosto
interessante per la vicinanza con la foce del Cedrino, anche se i
fondali sono mediamente più bassi, una caratteristica comune a questo litorale.
Proseguendo verso nord, prendendo la SS 125 e deviarndo a destra per Cala
Liberotto, troviamo le belle spiaggette di Cala Liberotto, Porto
Corallo, Cala Ginepro, Sa Curcurica e Biderrosa. Sono arenili chiusi da lunghe punte di
granito con scogli sparsi che, in modo più o meno efficace, smorzano la
violenza delle mareggiate da scirocco, con fondale basso, non di rado invasi
dalle alghe ma ugualmente validi e tutti da provare.
Pesci,
tecnica, attrezzature. Questo
litorale è preso d'assalto da orde di bagnanti sino a tutto agosto, ma da settembre in poi, e soprattutto la notte,
si spopola come per incanto e si «affolla» di tanti pescatori che si riversano
su questo lungo arenile in cerca della notte fortunata. E’ il regno indiscusso delle mormore, anche
grossi esemplari, delle orate di media taglia con buone punte di esemplari
anche discretamente grossi (oltre il chilo e mezzo) e poi saraghi e spigole con
le mareggiate di levante, grecale, tramontana e scirocco e in coincidenza delle
prime piene invemali.
Beach
ledgering in condizione di mare
calmo, piatto o con il maestrale che proviene dalle nostre spalle e ci aiuta
notevolmente nel lancio. Oltre al nylon
in bobina (18-20) e terminali mediamente
sottili
(16), questa tecnica prevede il massiccio impiego dell'arenicola per le mormore
che stazionano piuttosto al largo.
Surfishing
per le orate e le mormore che si muovono alla fine della scaduta, dove è
possibile ingannare anche qualche sarago; nylon 22-26 in bobina e finali
20-22 con soluzioni scorrevoli con
piombature da 100 gr. e uso prevalente
di bibi e cannolicchio; i profondi canaloni formatisi dopo la mareggiata sono
le poste da individuare e battere con regolarità.
Surf
casting :quando il levante o lo scirocco decidono di soffiare lo fanno sul
serio, con la formazione di frangenti che data la particolare conformazione
medio-bassa, si allontanano sempre di più.
E’ richiesto un lancio lungo
aiutato da nylon in bobina di diametro non eccessivo che però mal si concilia
con le alghe sempre in agguato a inizio stagione. Il compromesso vede uno 0,28-0,30 più che sufficiente a
combattere con le alghe. Sardina a
pochi metri per le immancabili spigole e
a cercare i saraghi e le grosse orate autunnali.
Eccellenti
risultati alle varie foci sin qui nominate con il classico cefaletto o
l'anguillina ma non dimentichiamo neppure una lunga canna da spinning con
il buldo o semplicemente con i classici cucchiaini da ventotto-quaranta grammi
e minnow galleggianti da undici a nove centimetri.
BADESI
Nella
costa settentrionale della Sardegna, a metà strada tra Porto Torres e Santa
Teresa di Gallura, in un tratto di litorale compreso tra la spiaggia della
Ciaccia e Isola Rossa. Il mare è bellissimo e pulito, e specialmente se
agitato, cosa che da queste parti capita spesso, visto il forte maestrale che
spazza l'Anglona e la Gallura e la vicinanza delle bocche di Bonifacio. Di pesce ce n'è per tutti, e per tutti i
gusti, basta avere un minimo di capacità, un'attrezzatura almeno decente e
saper scegliere il momento giusto, e la memorabile pescata diventa possibile per
tutti. Possibile, non certa, perché è
facile fare cappotto per aver sbagliato di soli cinquanta metri il punto dove
piazzare le canne. E perché anche qui,
come altrove, il pesce può trovare il modo di farsi desiderare, di mangiare
svogliato, in punta di bocca, perché la zona è talmente ricca in proprio di
pastura naturale, che non è affatto detto che i pesci si debbano buttare a
capofitto sulle nostre esche, quando hanno a portata di mano tanto banchetto.
Bisogna dunque aver pazienza e seguire con attenzione i vettini, perché cinque
centimetri o anche meno di flessione possono preannunciare l'arrivo di una
mormora grossa, i sette-otto etti non sono affatto una rarità. Ma questi quindici chilometri di spiaggia,
il cui fulcro è costituito dalla foce del Coghinas, offrono ben altro che
qualche mormora: il posto è rinomato per le orate che arrivano a sei chili,
dove il chilo e mezzo-due è considerato cosa normale, per i saraghi, che sotto
il mezzo chilo non vengono nemmeno presi in considerazione (per spregio li
chiamano «medagliette»), e per le razze, che possono essere prese cercando
altri pesci e lasciarci con un palmo di naso e lo spezzone di un buon ventisei
in mano, oppure meritare un tentativo specifico con il filetto di sarda o di
muggine e ami dal 2/0 in poi su lenze e terminali di potenza adeguata. Dopo
qualche giorno di pioggia, o in occasione dell'apertura delle chiuse
dell'invaso del Coghinas si può provare a fare una piccola provvista di
mugginetti nel fiume stesso, o in uno dei piccoli porticcioli della zona. Poi portarseli in spiaggia in un contenitore
ossigenato: più che prendere spigole diventa difficile sapersi fermare
sportivamente quando se ne sono catturate abbastanza. Insomma questi posti conosciuti per il
Memorial Magrini che si tiene qui tutti gli anni verso la fine di aprile, sono
un sogno per chi ha bisogno di farsi un po' le ossa, mettendosi alla prova con
il surfcasting vero.
La
zona di pesca va dalla spiaggia della Ciaccia, oltrepassata Valledoria, fino
quasi sotto il promontorio di Isola Rossa, oltre Badesi. Tutta questa fascia costiera va considerata
a pieno titolo un hot spot da surf, mirato a selezionare il pesce di taglia,
affrontato con attrezzature potenti ma non eccessivamente pesanti. Si pesca in condizioni spesso dure, a
volte al limite della sopportabilità. Il vento forte e gelido che può alzarsi all'improvviso e le lunghe
camminate da affrontare per raggiungere i settori più produttivi
impongono sacrificio, ma ne vale la
pena. Cinque le spiagge,
morfologicamente abbastanza simili, ma con particolarità diverse, sia per le
caratteristiche che per i pesci che le frequentano e i momenti in cui preferire
l'una all'altra. Guardando verso ovest
da Isola Rossa troviamo in ordine: la casa del Sindaco, il Muraglione, Riu Siccu,
la foce del Coghinas e la Ciaccia. L'indicazione
valida per tutte e cinque è di preferire le anse, o canaloni, scegliendo quelle
dalla battigia più ripida oltre il gradino di risacca: questi sono abbastanza
stabili nel tempo e sono stati modellati dalle forti correnti e dalle
mareggiate, simili al fondo di grossi cucchiai che raccolgono di tutto, e sui
quali vengono al pascolo le nostre prede.
La profondità di questi canaloni già a pochi metri di distanza dalla
battigia è molto elevata anche se sui banchi circostanti c'è parecchia
schiuma. Attenzione perché un’acqua
apparentemente ferma rivela la presenza di vortici di corrente. La posta migliore è il centro esatto
del canalone, in quanto alle distanze in condizioni di mare formato non
è necessario forzare i lanci, ma se il moto ondoso è scarso per poter far
lavorare al meglio le esche sarà bene cercare la corrente più sostenuta oltre i
cento metri. A seconda dei
tentativi e dei periodi dell'anno varia anche l'orario di inizio della battuta:
l'orata va cercata nelle ore più calde della giornata; gli altri pesci, saraghi
e mormore in primo luogo, timbrano il cartellino circa un'ora dopo il tramonto
e possono andare avanti per tutta la notte fino all'alba e oltre.
CALAMENTI
E ESCHE
Qui il fondo scende subito
di molti metri, e non si formano in modo accentuato canali primari paralleli
alla battigia con conseguente linea di frangenza marcata. Specie in situazioni di mare non
eccessivamente mosso occorre dunque una certa sensibilità per individuare dalla
resistenza opposta dal piombo durante il recupero le zone dove la sabbia è più
fine, in corrispondenza dei punti più profondi del canalone. Da lì in avanti, si cerca di trovare il
passo dei pesci in cerca di cibo, ogni punto è buono. Per quanto riguarda i lanci, la zona tra i 60 e i 90 metri rende
molto bene, ma nei momenti di pausa in cui non si riscontrano tocche è bene
caricare un bel ground ed andare oltre con un calamento con bait clip
innescato con un bibi intero su un amo a curvatura tonda e gambo non
eccessivamente lungo dal n. 4 al n. 2. Il bibi qui è l'esca tuttofare, e
costituisce un richiamo irresistibile per i saraghi, le orate e le mormore più
grandi. L'arenicola, calzata senza parsimonia su ami Aberdeen 6/8, è l'arma
finale contro questi pesci, che di altri anellidi talvolta non vogliono
saperne. Il verme americano va comunque
portato se il mare è veramente mosso, altrimenti, e comunque in piccole dosi,
per riserva o per evitare di sprecare l'arenicola per l'eventualità nemmeno
troppo remota in cui si faccia sotto un banco di rovelli, menole o altro pesce
non atteso, che aggrediranno l'esca appena calata impedendo che possa arrivarci
sopra qualcosa di più grosso. Anche il cannolicchio funziona in maniera
egregia, meglio se fresco, ma anche congelato può andare bene: per l'orata va innescato
intero,comprese le valve, e legato con filo elastico. Esche leggermente più specifiche sono il murice, la trancia di
seppia e l’oloturia, da destinarsi soprattutto ad orate e grossi saraghi quando
la minutaglia rischia di deteriorare in poco tempo il bibi o il
cannolicchio. La sarda a salsicciotto,
montata con una piccola bacchetta di polistirolo per farla svolazzare meglio
nella corrente, va indirizzata al predatore, dalla spigola alla razza fino alla
leccia (se stiamo pescando alla foce del Coghinas). Ma qui oltre al grongo capita che anche il sarago si faccia
tentare. La lunghezza e il diametro dei
terminali vanno scelti in funzione della forza di correnti e risacche, che su
un fondo alto risentono meno dei grovigli dovuti alla turbolenza superficiale,
quindi sono preferibili morbidezza e lunghezze tra gli ottanta centimetri e il
metro e mezzo, dal venti, brillato per almeno una ventina di centimetri, al
quaranta e oltre per situazioni più gravose.
Potete scegliere tra piombi con
attacco fisso o foro passante, senza scendere troppo con le grammature. Per i fili in bobina vanno scelti diametri
compresi tra il 22 per le mormore e il 30-35 per tentativi specifici alla
razza, ricordando in quest'ultimo caso di allungare di qualche metro lo shock
leader e di munirsi di un raffio, anche piccolo, per salpare in sicurezza senza
esporsi ai colpi di coda. Troverete esche ed attrezzature nel negozio di Maria,
sulla strada per Castelsardo nei pressi del distributore IP.
COME
ARRIVARE
Arrivati
a Olbia ci si dirige verso Badesi (82 km).Sbarcati dal traghetto e uscendo
dalla zona portuale seguite le indicazioni per Tempio Pausania,attraversare
Calangianus e dopo Tempio Pausania girare per Aggius e proseguire per Trinità
d’Agultu, prendendo la strada per Castelsardo.A pochi chilometri da Trinità
arriverete a Badesi.
Arrivando
invece a Porto Torres si seguono le indicazioni per Sorso e poi per S.Teresa.
In solo mezz’ora si arriva a Valledoria.
DOVE
PESCARE
1)-
IL MURAGLIONE
E’ la spiaggia di Marina di Badesi. Al
centro, proprio davanti all’edificio bianco e blu del bar,si apre il più
pescoso canalone della zona, ma con forte mareggiata possono scoprirsi degli
scogli e potrete perdere qualche piombo. C’è spazio per pochi, ma mormore e
saraghi giganti sono frequenti. La macchina si lascia vicinissima e si pesca con la luce dei lampioni. La spiaggia prende nome dal muretto che divide
l’arenile dalla strada, una scalinata di mattoni rossi che poi continua con un
muro fino ad una rotatoria con un chiosco di bibite. Dista meno di due
chilometri dal paese. Sulla stessa strada,un po’ prima di arrivare in spiaggia
si apre a destra una stradina poco visibile che porta alla “casa del Sindaco”.
2)-
CASA DEL SINDACO
Si
trova ad est di Badesi, andando verso Isola Rossa. Si tratta di una spiaggia
che si protrae a partire da 200 mt. dalla fine del parcheggio del Muraglione e
finisce con una serie di scoglietti a destra. Dietro la spiaggia c’è una duna
litoranea protetta dal vento da una staccionata di rami di ginepro intrecciati,
con dei viottoli che collegano al parcheggio retrostante ed ad una stradina
sterrata che finisce davanti ad un casolare. La zona migliore è quella finale,
vicino agli scogli (saraghi).Qui si pesca se la corrente va verso Isola Rossa e
se c’è un po’ di schiuma.
3)-
RIU SICCU
E’
una spiaggia fantastica. Ci si scende tramite una strada che si apre qualche
decina di metri dopo l’Hotel Ristorante Marina e si va giù costeggiando un
canale cementificato (il Riu Siccu).Ad un certo punto la strada diventa
sterrata. Si parcheggia alla fine della strada. I canaloni sono tanti e tutti
buoni, ma la spiaggia è molto frequentata e può essere necessario camminare
parecchio per trovarne uno libero. Abbondano mormore e saraghi ma anche le
orate.
4)-
LA CIACCIA
Andando
verso Castelsardo, poco dopo aver attraversato il centro di Valledoria ,la
troviamo girando verso il mare. Il posto è caratterizzato da un grande lastrone
di roccia piatto, che rimane a destra rispetto alla spiaggia. Da scegliere
quando ci sono mareggiate di maestrale perché riparata. E’ la più ricca di
saraghi, ma pescando con il filetto di sardina capitano anche polpi e gronghi.
Usare filo grosso in bobina per la possibilità di incocciare e fuggire subito
se ci sono tante alghe.
5)-
FOCE COGHINAS
Il
fiume sbocca in mare con vari canaletti di portata limitata, attraversabili con
i waders.
Ci
si può piazzare sulle lingue di sabbia tra un canale e l’altro, in cerca di
spigole che si nutrono dei mugginetti presenti, ma anche di razze, ombrine e
orate grossissime.Gli accessi sono due: a destra del Coghinas ci si arriva dal
camping Baia delle Mimose, se si è disposti a camminare un po’; a sinistra ci
si arriva da S.Pietro, lasciando la macchina davanti all’Hotel Anglona,
scendendo direttamente in spiaggia fino ad una serie di scogli che segnano
l’uscita di uno dei canali. Cercate di arrivare di giorno perché in questo
punto si accumulano grandi quantita’ di alghe. E’ la spiaggia più indicata per
pescare con il vivo, le spigole sono tante e grosse.
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