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LA SARDEGNA & ROCK
SA
CUBEDDA
Sulla
costa sud occidentale, esattamente tra Cala Domestica e lo scoglio
chiamato Pan di Zucchero. Ci si
arriva con una stradina da auto fuoristrada, altrimenti dovete sobbarcarvi
almeno un'oretta di marcia a piedi. Non
è comunque facile arrivarci da soli e non esistono indicazioni! Si tratta di un promontorio ripido che si
allunga su una costa tutta caratterizzata da falesie ripidissime. Se batte il maestrale forte ci si può
mettere a ridosso sul lato opposto.
Sono presenti quasi tutte le specie insidiabili a rockfishing, dentici
in testa ma anche bestie che si pappano un'occhiata da mezzo chilo e ti
sbobinano sino alla rottura più di duecento metri di 0,50. Enormi gronghi e razze la notte ma anche
belle orate sino ai quattro-cinque chili, spigole e persino gallinelle oltre il
chilo con il filetto di sardina.
Abbastanza difficile fare il vivo, risulta necessaria una forte
pasturazione che attiri le grosse occhiate.
Fondali elevati, da quindici a oltre venti metri, già a poca distanza da
terra, fanno si che in zona transitino quasi tutti i pelagici che solito
si trovano a distanze più consistenti.
CAPO
COSCIA DI DONNA
Scogliera
presso Stintino, a sud del Capo del Falcone. Ci si arriva dal paese di Stintino seguendo
le indicazioni per Cuile San Lorenzo e Punta Scoglietti. Rocce effusive, basaltiche nere e
rossicce, erose dal vento in forme astratte e complicate. Attenzione ai tratti che si sbriciolano
sotto i piedi, una vera goduria quando abbiamo nella destra il secchio del
brumeggio e nell'altra il bidone del vivo! E’ una zona discretamente difficile,
il fondale è molto accidentato e si consiglia l'utilizzo di palloncini o
galleggianti scorrevoli quando possibile.
Esposta a maestrale, che qui arriva a formare onde che risalgono la
parete per decine di metri, è una scogliera da affrontare con molta
attenzione ma che però può elargire diverse sorprese, oltre ai dentici
anche palamite e lampughe, alternate a
cerniotte e saraghi sul fondo, a patto di mettere in conto la perdita di
numerosi terminali e piombi.
CALA
GOLORITZE’
Famosa
località sulla costa orientale, sormontata da una ripidissima falesia, il Supramonte
di Baunei e l'altopiano del Golgo.
Una tra le più inaccessibili tra le destinazioni , raggiungibile
anche dal mare di S. Maria Navarrese, il porto più vicino.
Dall'altopiano
del Golgo, sopra il paese di Baunei, c'è un sentiero che porta
proprio sotto il pinnacolo calcareo che caratterizza la cala, per informazioni
più dettagliate chiedere a Efisio del Ristorante il Golgo, dove tra l'altro si
mangia benissimo!
Una
volta arrivati giù, potrete utilizzare la stretta punta che si allunga sul mare
sulla destra come base. E’conveniente sfruttare le forti scadute di levante,
sia per evitare il fastidioso viavai di natanti sia anche per tentare i grossi saraghi, che si avvicinano sui
fondali sabbiosi e misti di questa costa.
La notte è il momento migliore anche per le razze che scorrazzano indisturbate
su questa costa, che è frequentata anche da palombi e grosse spigole, il
tutto rigorosamente con il classico filetto di sardina o trancione di muggine.
CALA COTICCIO
Questa
località, Presso l'isola di Caprera nell'arcipelago della Maddalena, è
anche conosciuta col nome di Tahiti, dell'isola polinesiana ne richiama le
atmosfere con il bianco dei graniti che si specchia nel mare più trasparente
dell'intera Sardegna.
Una
fama che però l'ha resa anche assai frequentata, con tutto questo tratto di
costa ripida che parte da Mesa del Cervo, dove si trovano ancora delle
monumentali fortificazioni di varie epoche, e arriva sino a qui. Ci si arriva in barca oppure con uno stretto
sentiero segnalato sulla strada sterrata; dopo il bivio per la casa bianca di
Garibaldi prendere a destra per Forte Teialone e proseguire sino allo
spiazzo. Tutto questo versante roccioso molto ripido sul mare è ricco di buone
poste.
E
una zona a ridosso del maestrale, caratterizzata da forti correnti e da molto
pesce di passo, di fronte, a poca distanza, c'è l'isolotto dei Monaci, con
le sue famose ricciole.
Pasturazione
abbondante obbligatoria e sostenuta, poichè oltre al dentice può capitare il
branco di ricciolotte che attaccano fino in superficie i pescetti impazziti.
Con
il levante qualche possibilità in più per saraghi e spigole nella schiuma
innescando muggini a galla o poco sotto la superficie.
CAPO
CACCIA
Presso
Alghero è il promontorio più famoso e conosciuto, meta di migliaia di
turisti che alla sua base visitano la Grotta di Nettuno, scendendo una
lunga scalinata, più di seicento gradini, o arrivandovi via mare con i battelli.
Se il mare è mosso non si può attraccare e allora proprio questa
postazione diventa una valida postazione per un tentativo, magari effettuato di
notte quando senz'altro non c'è nessuno in giro. Preda dichiarata il grosso dentice, molti lo insidiano dalla
barca, ancorandosi a qualche metro di distanza dalla base della falesia. Sempre presenti grossi gronghi e
murene. Di fronte all' isola Foradada,
tornando indietro verso Punta Cristallo, c'è la possibilità
di «calarsi», utilizzando delle corde, su alcuni roccioni a livello del mare,
anche qui si tenta il dentice, ma nella schiuma delle scadute è consigliabile filare un muggine in superficie con
un grosso galleggiante o senza niente se possibile, in questi casi l'arrivo della
grossa leccia, da cinque-otto chili in su, è sempre possibile.Inoltre, sempre
tra la schiuma, avremo con grossi saraghi da tentare a fondo con bibi e
cannolicchi.
Capo
Testa - Costa Settentrionale
Esposta
ai venti di Nord Ovest - Nord - Nord Est
E’
promontorio forse più famoso di tutta la Sardegna sulla costa di S. Teresa
di Gallura. Enormi rocce granitiche
levigate dal vento e dai mare che s'immergono nel mare delle Bocche di
Bonifacio. Splendide poste proprio
sotto il faro a patto di lasciare la macchina nei piazzale fuori dalla area
recintata e seguire uno dei comodi sentieri.
Stupenda la zona presso Cala di Luna, un'oasi di selvaggia natura con
fondali d'incanto, famosa anche per le enormi occhiate che popolano numerose
queste acque perennemente ossigenate.
Capo del Falcone - Costa Nord Occidentale
Esposta
ai venti di Nord Ovest - Nord - Nord Est
Proprio
di fronte all'isola dell'Asinara, su una propaggine rocciosa che si protende
verso il canale dell'isola Piana nella zona di Stintino. Da qui verso sud sino a Punta Scoglietti è
un insieme di falesie laviche frastagliatissime e quasi inaccessibili esposte
perfettamente al maestrale con fondali medio-alti. Pochissime le strade d'accesso, il che rende tutta la zona
estremamente interessante a patto di non perdersi d'animo per una non semplice
e lunga camminata sugli scogli.
Capo di M. Santu - Costa Orientale
Esposta
ai venti di Nord Est - Est - Sud Est
A
qualche decina di chilometri da S. Maria Navarrese, conosciutissima località
balneare della costa orientale. E' la
parte a mare di un vasto altopiano calcareo, in territorio di Baunei, che si
tuffa su fondali mediamente più profondi della costa occidentale. Un'area deserta e totalmente incontaminata
con acque limpidissime. Bisogna essere
veramente appassionati per affrontare il non facile trekking per giungere su
questa costa. Con la scaduta di levante
e le acque torbide vale però veramente la pena di tentare. Qui sono stati catturati i più grossi e bei
saraghi che ancora popolano questi fondali da sogno.
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