Era la primavera dell'anno scorso e mi accingevo ad andare a pesca con il mio compagno di avventura. Dopo essere passati al negozio, per acquistare "l'oro rosso",
partimmo senza meta verso l'aurelia. Come al solito il viaggio è teatro dei più fervidi sogni, e come al solito ci caricavamo dicendo che era proprio quella l'uscita da incorniciare.
Usciti a Civitavecchia decidemmo di fermarci subito sulla spiaggia di Sant'agostino. Il mare era bello una scaduta di maestrale molto avanzata, ma la schiume c'era ancora.
Mi posizionai accanto alla foce di un canale e lanciai le canne. Le prime tocce non tardarono ad arrivare e presi subito on'oratella intorno ai 2 etti,
poco dopo una mormora di 400 grammi. La serata proseguiva bene, pure il mio amico aveva preso un paio di pezzi. I presupposti per fare un buon carniere c'erano tutti,
eravamo arrivati da un paio di ore e tuttu procedeva bene. Ma dopo poco le canne si fermarono, non più una tocca, eravamo un po scoraggiati quando con la coda dell'occhio
vidi una sella cadente che aveva una strana traiettoria, ossia andava dal basso verso l'alto. Era il temolino che fece un salto di 2 metri e si sganciò dal filo.
Corsi subito verso la canna, come arrivai all'attrezzo mi accorsi che la bobbina girava velocissima. Tenendo con una mano la bobbina ferrai, mi accorsi immediatamente di aver incannato un mostro.
Si prese subito 150 metri di filo, addirittura fuoriuscì tutti i 250 metri di filo buono e quindi iniziò a fuoriuscire anche il filo che fa da base.
L'adrenalina era a 1000, non avevo mai sentito tanta "prepotenza" da parte di un pinnuto, in bobbina avevo uno 0,20 e anche come terminale, come amo un 12.ù
Ero tesissimo, stavo pescando a mormore, e mi aveva abboccato chissà quale mostro. Subito il pensierò andò su come avevo preparato il drop, magari
c'era un nodo oppure potevo aver utiluizzato girelline troppo microscopiche.
Dopo un quarto d'ora non ero riuscito ancora a far rientrare nel muluinello tutto il filo che fa da base. Continuavo a dire al mio amico che avevo un mostro in canna e che stavo rischiando l'infarto.
Dopo un pò il mostro inizio a stancarsi e piano piano metro metro riuscivo a recuperare il filo.
Ero stremato ma dopo una 30 di minuti ero riuscito a stremare anche lui.
Ormai vedevo che il mostro stava vicino alla secca sotto riva ed iniziai a pensare di potercela fare. Subito il mio amico si buttò in acqua per salpare il pesce e lo sentii urlare.
Quando mi apparse la sagonma del pesce mi tremarono le gambe, li per li mi era sembrata un'orata da infarto, invece una volta sulla spiaggia constatai che si trattava di un serra.
In quell'istante non capii come potessi aver fato a prendere un serra (di 4 KG) con arenicola e uno 020, ma qundo mi ci avvicinai fu tutto chiaro.
Il serra aveva in bocca un terminale di acciaio di una decina di centrimetri, io avevo preso un gronchetto di sabbia, e il serra,
nonostante avesse un'amo in bocca, cercò di afferarlo impicciando così il mio terminale con il cavetto che gli usciva dalla bocca. Che culo.
Si che culo anche se in questo modo mi ha un pò tolto la soddisfazione di aver preso un così fiero combattente.
L'unica soddisfazione, oltre al puro divertimento durato 30 minuti, è stata il fatto di essere riuscito a salpare un serra di 4 KG con uno 020, oltretutto impiciato.
Riuscito a mettere il serra nel secchio(usciva per metà) mi sdraiai sulla spiaggia per riassaporare le emozioni appena vissute.
Il ritorno a casa fu silenzioso, ognuno di noi con i nostri pensieri, lui forse pensava al c...o che avevo avuto, io mi gustavo la mia dose di adrenalina.
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