Avevo scoperto quella spiaggia il giorno di Pasquetta dopo un pranzo al ristorante con la mia ragazza quando guidando con lo stomaco strapieno di leccornie girai per questa stradina che finiva su una spiaggia. Nonostante un potente maestrale scendemmo e dopo dieci metri mi si aprì alla vista uno spiaggione deserto che si estendeva per chilometri. La bella stagione era alle porte e dopo un inverno di sacrifici passato al freddo la voglia di pesca cresceva a dismisura, tanto che un sabato sera che non avevo compagni di pesca decisi di provare quella spiaggia. Subito dopo il tramonto la notte ebbe la meglio su di me e passai più tempo a guardarmi intorno che a guardare gli star lite; il mare rompeva vigoroso e inquietante e quel rumore risvegliava in me paure e incubi ancestrali distraendo le mie mani e i miei gesti che risultavano frettolosi e insicuri . Decisi di rimettermi in macchina e affrontare i chilometri che mi separavano dalla calda e sicura camera da letto. Sarà stato il mio orgoglio, la vergogna verso me stesso per la paura provata o semplicemente cocciutaggine questo non lo so ma comunque scelsi una notte senza luna per tornare sulla spiaggia in questione. Trovai un mare piatto come l’ olio e provai sollievo nel vedere altri pescatori in lontananza, ero ben fornito delle più succulenti esche, avevo decine e decine di terminali e la serenità in tasca. La notte non ebbe tempo di turbarmi; passai cinque ore a bellissime e tornai a casa con il retino strapieno ed il rimpianto di non aver comprato più arenicola, l’ orgoglio era finalmente soddisfatto!!! Dopo altre uscite felici decisi di rivelare il mio piccolo segreto ai miei amici pescatori e scelsi di portare con me il mio amico più criticone sperando di zittirlo per un po’….. Il viaggio in macchina con Mauro non fu facile ad ogni deviazione la solita solfa : “gira qua che conosco questo posto” oppure “certo che e’ proprio lontano…..”. Finalmente arrivammo si cominciò a pescare due ore prima del tramonto. Il sole era già sparito e di pesce neanche l’ ombra, alle dieci decido di mangiare un panino che non riesco a gustarmi poiché Mauro attacca il disco degli sfottò : “Mi sa che il pesce te lo sei pescato tutto te ” e roba simile , poi passa alle considerazioni tecniche : lanci corti , finali grossi etc.etc. avrei voluto strangolarlo!!!!!!!! La storia continua fino alle 4 e mezza, il mio cervello ormai appannato dalla stanchezza arriva a pensare che il mio compagno di pesca porti jella e a peggiorare il tutto c’erano due misere ombrinette nel retino di Mauro (sottolineate da apprezzamenti come “Fatti due risate, vieni a vedere che ho preso!”). Comincio a smontare la canna singola e lascio solo quelle sul tripode l’ esca e’ quasi finita avvolgo le ultime due arenicole e l’ultimo bibi in un panno ,smonto la serbidora,raccolgo i rifiuti e comincio a fare lo zaino poi mi siedo sulla sabbia e fisso gli star lite. All’ improvviso il cimino va giù ferro e recupero al buio e in silenzio : Una splendida Mormora !!!!! Accendo la lampada e chiamo Mauro :” Fatti due risate vieni a vedere che ho preso” neanche il tempo di commentare che l’ altra canna va giù e tiro fuori la fotocopia della prima mormora !!!!. La serata finisce così e torno a casa alle sette del mattino e mentre guido mi godo le disperate giustificazioni di Mauro : “Hai beccato la buca giusta “ etc. etc. fino ad arrivare ad un penoso “che culo che hai!!!!” Arrivo a casa peso i due pesciotti (1,9 kili) mi metto nel letto e penso che con le ultime due arenicole ho risollevato le sorti di una serata, mi viene in mente Renato Cesarini il giocatore che segnava sempre al novantesimo un sorriso e prendo sonno. Da quel giorno ogni volta che recupero sento gli occhi del mio amico sulla nuca
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