Vivendo da 29 anni in quella splendida e affascinante Sicilia, posso dire di conoscere abbastanza bene gran parte della costa orientale ed alcuni tratti di quella occidentale: spesso, infatti, sono costretto a dover percorrere diversi Km, pur di vedere i cimini muoversi quel po’ che basta a non farmi vendere l’intera attrezzatura il giorno seguente! Comunque veniamo a noi: in una giornata di fine estate mi ritrovavo nel pieno di un temporale, uno di quelli che indica la fine della stagione balneare e che sancisce l’inizio della fase più acuta e pericolossissima della malattia, che alcuni si ostinano ancora a chiamare pesca! Bene, come ogni anno in questo periodo, la mia mente si offusca e di botto mi ritrovo a riflettere su cose assurde, del tipo hot spot, acme di marea, condizioni meteomarine ottimali, teoria e pratica dei diversi lanci quali il side cast, ground, pendolum (in realtà non sono ancora arrivato a questo livello della malattia da poter pendolare!). Finito il temporale, mi dirigo come un automa in una spiaggetta del siracusano, avendo notato un principio di mareggiata; la spiaggia è deserta e in un batter d’occhio mi ritrovo con i picchetti piantati sulla sabbia, pronto a sparare i miei roccobomb il più lontano possibile. Le solite voci incontrollate mi avevano giurato che non appena il mare avrebbe cominciato a “respirare”, le catture non si sarebbero fatte attendere (bah!?). Due delle tre parature sono costituite da pater noster innescati con americano e cannolicchi, la terza invece viene innescata con una mormoretta viva con la famigerata tecnica della “funicolare” (inquietante!), nel caso qualche spigola si aggirasse sfaccendata nei paraggi… E’ pomeriggio, il mare rinforza e ad ogni minuto che passa la mia mente comincia di nuovo a spolverare nei ricordi tutto ciò che credevo ormai cancellato o volutamente rimosso: ultimo frangente, canaloni e punte, spiagge a bassa o ad alta energia, chiazze miste di posidonia e roccia e tante altre assurdità che non fanno altro che distoglierti da una sana e rilassante pescata… Ma a proposito di pescata, nel frattempo non mi ero accorto che sull’americano e sul cannolicchio avevano cominciato a mangiare delle bellissime mormore che superavano gli 800 gr.; subito rilancio e in pochi secondi vedo partire il cimino deciso verso il basso: ferro e dopo un bel combattimento vedo uscire dalla schiuma un bellissimo sarago da 1500 gr; le canne sembrano impazzire, non ho il tempo di innescare che l’altra canna già parte…che stia pescando in coincidenza di quel raro evento tante volte letto sulle riviste che va sotto il nome di “frenesia alimentare”? Fatto sta che sul cannolicchio continuo a catturare bellissime prede tra cui anche due spigolone ed un’orata da due Kg. Tutto mi sembra così irreale: ci crederanno gli amici che ho veramente pescato quelle bestie e che non le abbia acquistate alla pescheria il giorno precedente? Ma chi se ne frega! L’esca comincia a sarseggiare, già l’orologio segna le 22 e con quel poco di luce che la mia lampada si sforza di fare, riesco a recuperare ciò che sapientemente avevo disseminato sulla sabbia: all’appello mancano diversi oggetti, tra cui una delle tre canne. Ma dove era finita? Ma eccola, è lì sulla battigia semicoperta dalla sabbia. Ma da quanto era li? Il rocchetto del mulinello è quasi senza filo; che lo abbia tirato la corrente? Ritiro e sembra abbia incagliato qualche scoglio sommerso; provo a forzare e di botto la canna mi parte dalle mani: una bestia ha mangito la mormoretta!! Il combattimento è duro e mi impegna per circa mezz’ora. Ormai, chiunque sia, è stremato, riesco ad intravederne la sagoma…Ma sì è una leccia! Mi immergo in acqua e, aiutandomi con un grosso secchio riesco a spiaggirla. Penso sia intorno ai 6Kg, è bellissima, l’adrenalina oramai è in circolo da un bel po’. Sono stremato. Ad un certo punto un fulmine taglia il cielo e il rumore mi scuote, e come d’incanto sento una voce familiare che mi dice “Antonio alzati che sta riprendendo a piovere e devi aiutarmi a ritirare la biancheria!”. Mia madre??? La biancheria??? Ve l’avevo detto o no che era la spiaggia dei sogni…e che sogni! P.S. Chi dorme…. Antonio
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