Dopo un settembre ed un ottobre passati all'insegna delle grosse mormore e delle triglie, la mia spiaggia preferita fu avvolta da una nebbia fittissima e da una totale assenza di vento, che molte volte ci costringeva al prematuro ritiro nelle nostre abitazioni. La piccola spiaggia in questione si trova alla foce del fiume Esino, nelle vicinanze di Ancona, e le sue acque sono rese molto gradevoli ai pinnuti sia per la presenza di correnti di acqua dolce provenienti dal fiume, sia per le migliaia di litri d'acqua calda che la vicina centrale elettrica riversa in mare. Solitamente regala mormore che in media pesano 500g con punte fino a 700g nella stagione primaverile ed autunnale, e bellissime orate nelle calde ed assolate mattinate di luglio e agosto; ma in inverno di pesci proprio non vuole saperne. Alla fine dello scorso novembre però qualcosa cambiò, e mi regalò una stupenda cattura che anch'io totalmente immerso nella nebbia stentavo a credere. Le cose andarono così: come al solito mi recai sulla spiaggia verso le sette del mattino... si avete capito bene mattino, perchè la notte le acque antistanti la battigia sono infestate da reti di pescatori professionisti; come sempre lanciai le mie due lenze, innescate con abbondante arenicola, una oltre i cento metri e l'altra più vicina. Purtroppo come da copione le mie arenicole e quelle degli altri quattro pescatori che come me si erano recati sulla spiaggia carichi di vene speranze, venivano entro pochi secondi aggredite da minuscole gallinelle di circa nove centimetri che da qualche mese popolavano tutte le spiagge marchigiane. Vedendo le mie preziosissime arenicole divorate da questi pescetti, che nemmeno muovevano il vettino, decisi di cambiare tecnica ed innescai una sardina intera decapitata,che non manca mai nel mio frigo portaesche, e legata con abbondante filo elastico la lanciai a circa novanta metri dalla battigia. Ovviamente fui guardato con disprezzo dagli altri pescatori, perchè dalle nostre parti la sardina non da quasi mai buoni risultati, se non nelle zone portuali, dove regala spigole fino a 8Kg. Dopo circa quindici minuti, i miei vicini di pesca dovettero ricredersi, quando un violento strattone fece quasi cadere la canna dal treppiede e sobbalzare me sulla sedia. La frizione iniziò a cantare ed io iniziai a preoccuparmi, perchè il mio terminale era pur sempre uno 0.18. Io ipotizzai subito una bella spigolotta, ma i miei invidiosi vicini optarono per una grossa seppia che si era avvinghiata alla sardina, ma così non fu. Ci vollero quasi venti minuti di tira e molla, per non rompere il sottile terminale, ma alla fine riuscii a spiaggiare una splendida gallinella di quasi un chilogrammo, che dette il megio di se sul gradino di risacca e lasciò tutti quanti a bocca aperta. Ancora una volta la sardina mi aveva salvato e aveva confermato le buone potenzialità di quella spiaggetta adriatica. |
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