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Muriddu
Il muriddu (Marphisa sangúinea il suo nome scientifico),
conosciuto in certe zone delle coste tirreniche col nome di "bacone",
è un altro verme marino molto usato nella pesca.
Questo anellide presenta un corpo più massiccio della sua
simile, una colorazione rosso sangue tendente al bruno, ed assicura
un'ottima tenuta sugli ami grazie alla notevole tenacità
delle fibre muscolari. Risulta però meno mobile una volta
innescato, sia intero che a pezzetti.
Rispetto alla tremolina, la cui capacità attirante è
data dal notevole movimento che sviluppa appena montata sulla lenza,
il muriddu risulta allettante soprattutto per via degli umori sapidi
emessi dopo essere stato infilato sugli ami.
La lunghezza media del muriddu oscilla attorno agli 8-10 centimetri,
ma esistono esemplari superiori ai 12 centimetri di lunghezza massima.
Il suo impiego trova spazio in tutti i sistemi di pesca ed essendo
un anellide di buone dimensioni ricopre bene (lo si innesca trapassandolo
a calza per tutta la lunghezza) anche ami piuttosto grossi.
E' appetito da tutti i piccoli e medi pesci bianchi di fondo e di
mezz'acqua, ad iniziare dal saraghi, dal pagelli e dalle boghe.
Eccellenti risultati garantisce nell'ambito del surf-fishing rivolto
a mormore e orate.
Il muriddu vive praticamente negli stessi luoghi colonizzati dalle
tremoline. E', molto diffuso lungo le coste venete e romagnole e
si reperisce con buona frequenza negli argini delle foci che sboccano
su litorali bassi e arenosi, laddove al fango si mescolano strati
di conchiglie e frammenti vegetali in decomposizione, i quali danno
origine a stratificazioni di terreno color grigio nerastro.
Per trovare il muriddu occorre scendere molto in profondità,
poiché questo verme scava gallerie sensibilmente più
profonde rispetto alla tremolina. Normalmente è reperibile
fra i 40 e i 70 centimetri sotto la superficie ma nel periodo più
freddo dell'inverno raggiunge profondità ancora maggiori,
in alcuni casi superiori al metro.
Per quanto riguarda la sua conservazione, è valido il discorso
fatto parlando della tremolina, cambia soltanto la sostanza nella
quale viene immerso e riposto nei contenitori (preferibilmente scatoline
di cartone) necessari al trasporto. Si tratta di un substrato composto
da fango e sabbia, da frammenti di conchiglie, da alghe e da pezzetti
di legno decomposti raccolti nelle zone di scavo.
A temperature relativamente basse (non superiori 5-8 gradi), realizzabili
ad esempio all'interno di un frigorifero oppure in cantina, questi
anellidi possono mantenersi in vita per oltre un settimana.
Un innesco formidabile per questo anellide è costituito da
un finale a due ami beack a filo fine del numero 7: il primo a trapassare
la testa, il secondo a metà del corpo.Le orate in transito
saranno vostre!
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